Mauresmo, Noah, Forget, Pioline: quattro grandi “no” a Giudicelli

Nonostante la Francia ospiti un buon numero di tornei tra ATP e WTA, e nonostante i tennisti transalpini occupino in massa le top 100 di entrambi i circuiti, a nessuno di quelli in attività è ancora mai riuscito il colpo grosso in uno Slam. La velenosa questione, com’è ovvio, torna fuori con maggior prepotenza durante le settimane del Roland Garros. Al termine dell’edizione 2017, ingrigita dalla scarsa prestazione generale degli atleti francesi (di gran lunga meglio le donne degli uomini, ma nessuna impresa alla Mary Pierce), il controverso presidente della Federazione tennistica francese Bernard Giudicelli è sbottato. Dopo averli accusati di non avere “cultura vincente”, tuttavia, ha deciso di provare a rimediare alla situazione. La sua idea era quella di unire i campioni del passato non troppo remoto, già “arruolati” dalla FFT con diverse mansioni, per indirizzare un Podium di grandi nomi verso la guida tecnica dei tennisti emergenti.

A Giudicelli non è andata benissimo, però. La sua figura non dev’essere amatissima, visto che tutti i convocati hanno risposto negativamente: Yannick Noah, Amélie Mauresmo, Guy Forget e Cédric Pioline hanno uno alla volta declinato l’invito, e così dai grandi nomi si è passati ai… grandi no. “Abbiamo parlato tra di noi” ha spiegato Mauresmo parlando anche per gli altri, “e siamo giunti alla conclusione che non ci conviene. La decisione è unanime. Ciò non vuol però dire che voltiamo le spalle al tennis francese: Jean-Luc Cotard (il Direttore tecnico nazionale, ndr) può contare su di noi”. La nomina di Cotard è fresca e (sembrerebbe) in piena continuità con il progetto “Agir et Gagner” pensato e voluto dai vertici federali francesi.

Il messaggio dei “big” è chiaro: siamo disposti a lavorare per Cotard, non per Giudicelli. Al cui metodo autoritario viene invece diretta una frecciata: “Sono state prese decisioni di cui non eravamo a conoscenza, mentre tutti pensavamo che avessimo dato il nostro benestare. C’è troppa vaghezza”. Si accoda l’ex pro Arnaud Di Pasquale, che dapprima plaude alla risposta di Mauresmo su Twitter e poi aggiunge: “Il metodo Giudicelli è da rivedere”.